Inquadramento della VOLONTA’ nella prospettiva della Psicosintesi

Parlare oggi di volontà: il panorama psicologico contemporaneo e la prospettiva psicosintetica

Parlare oggi di volontà in psicologia significa confrontarsi con un concetto complesso, che ha attraversato la storia del pensiero filosofico e psicologico assumendo significati differenti e occupando posizioni diverse nelle teorie del funzionamento umano. Tradizionalmente associata alla forza di carattere, all’autocontrollo, alla capacità di compiere scelte e di perseverare nonostante le difficoltà, la volontà è stata a lungo oggetto di riflessione, ma ha progressivamente perso centralità come concetto teorico unitario in diversi orientamenti della psicologia scientifica.


Ciò non significa, tuttavia, che i processi psicologici riconducibili alla volontà siano stati trascurati. Al contrario, molte delle capacità tradizionalmente associate a essa sono oggi oggetto di approfondite ricerche nell’ambito della psicologia della motivazione, dell’autoregolazione, dei processi decisionali, delle funzioni esecutive, del controllo dell’azione e dell’autodeterminazione.  Questi diversi filoni di ricerca indagano come le persone scelgano i propri obiettivi, regolino impulsi ed emozioni, traducano le intenzioni in comportamenti, mantengano l’impegno nel tempo e modifichino le proprie azioni in relazione alle circostanze. Ad esempio, la  teoria dell’autodeterminazione di Deci e Ryan (2000) approfondisce il rapporto tra motivazione, autonomia e regolazione del comportamento, mentre gli studi di Gollwitzer (1999) sul controllo dell’azione esaminano i processi attraverso i quali le intenzioni possono tradursi efficacemente in comportamenti orientati a uno scopo.
Nel panorama psicologico contemporaneo, quindi, si potrebbe affermare che la volontà non sia tanto scomparsa, quanto sia stata progressivamente articolata in una pluralità di costrutti e processi psicologici, studiati attraverso prospettive teoriche e metodologie differenti. Questa differenziazione ha consentito di approfondire la conoscenza di specifici meccanismi coinvolti nella regolazione del comportamento e nell’azione intenzionale, lasciando tuttavia aperta la possibilità di una loro comprensione più ampia e integrata.

È in questo contesto che la prospettiva della Psicosintesi di Roberto Assagioli offre un contributo particolarmente significativo. Assagioli, soprattutto nella sua opera L’atto di volontà (1973/1977), attribuisce alla volontà un ruolo centrale nel funzionamento e nello sviluppo della persona, considerandola una funzione fondamentale dell’Io, strettamente connessa all’autocoscienza e alla capacità dell’individuo di esercitare una direzione consapevole sulla propria vita.
Nella concezione psicosintetica, la volontà non si identifica semplicemente con lo sforzo, la determinazione o il controllo degli impulsi, ma rappresenta una capacità più ampia, attraverso la quale la persona può orientare le proprie motivazioni, compiere scelte, dirigere le proprie azioni e coordinare le diverse funzioni e componenti della personalità.
Un elemento particolarmente caratteristico di questa prospettiva è il riconoscimento della volontà non soltanto come strumento di regolazione del comportamento e di intervento sul mondo esterno, ma anche come capacità di agire consapevolmente sulla propria vita interiore, favorendo processi di trasformazione, integrazione e armonizzazione della personalità.
La prospettiva psicosintetica propone dunque una visione ampia e unitaria della volontà, nella quale le dimensioni motivazionali, regolative, decisionali, creative e integrative vengono considerate come espressioni interconnesse di una funzione psicologica fondamentale per l’autodeterminazione e lo sviluppo della persona.


Questa concezione presenta diversi punti di contatto con i costrutti studiati dalla psicologia contemporanea, ma non può essere semplicemente identificata con essi. Concetti quali autoregolazione, controllo dell’azione, funzioni esecutive e autodeterminazione descrivono processi e capacità che possono contribuire alla comprensione dell’esercizio della volontà, ma si collocano all’interno di modelli teorici differenti e non coincidono necessariamente con il significato più ampio che la volontà assume nella Psicosintesi.
Il rapporto tra queste prospettive può quindi essere considerato in termini di convergenza e complementarità, piuttosto che di equivalenza concettuale. Da un lato, la psicologia contemporanea offre modelli e risultati empirici che permettono di approfondire specifici processi coinvolti nell’azione intenzionale e nell’autoregolazione; dall’altro, la Psicosintesi propone una cornice teorica integrativa, nella quale tali capacità possono essere considerate in relazione alla totalità della persona, alla sua autocoscienza e ai suoi processi di sviluppo e integrazione.
In questa direzione si collocano anche alcuni recenti tentativi di operazionalizzare e studiare empiricamente la concezione assagioliana della volontà, come lo sviluppo della Multidimensional Will Scale (2024), che rappresenta un esempio di possibile dialogo tra il modello psicosintetico e la ricerca psicologica contemporanea.
Il confronto tra queste prospettive può dunque costituire un’opportunità per approfondire la comprensione della volontà, valorizzando sia la specificità dei processi neuro-psicologici indagati dalla ricerca scientifica, sia l’esigenza di una visione più unitaria del funzionamento umano.

A partire da queste considerazioni, è possibile proporre una definizione della volontà in termini di capacità psicologiche, individuandone le principali dimensioni operative, ovvero ciò che la volontà consente concretamente alla persona di fare, e distinguendo i diversi ambiti nei quali essa può esercitarsi, tanto nella regolazione del comportamento e dell’azione esterna quanto nella direzione e nell’integrazione della vita interiore.

La volontà: definizione e caratteristiche fondamentali

A partire dal lavoro estremamente ricco e profondo che Roberto Assagioli, fondatore della Psicosintesi, ha fatto sul tema della volontà e a seguito di numerosi anni di studio e ricerca, nel 2026 mi sono proposto di dare una definizione operativa di questa funzione psichica:

La volontà è la capacità psicologica di riconoscere, orientare e regolare consapevolmente le proprie spinte motivazionali — valori, bisogni, talenti, emozioni, interessi  — traducendole in scelte e azioni dirette verso scopi riconosciuti come significativi. Attraverso la volontà, la persona può autodeterminarsi, esercitare un controllo sulla propria condotta, sostenere o riorientare le proprie azioni nel tempo e promuovere cambiamenti in sé e nel proprio rapporto con il mondo, dando espressione attiva e creativa alle proprie potenzialità. La volontà si esprime anche come capacità di orientare e regolare i processi psicologici interni, dirigendo e coordinando le diverse funzioni psichiche e promuovendo un’azione interiore, consapevole volta a favorire l’integrazione e l’armonizzazione delle diverse componenti della personalità.

 

Questa definizione, in linea con il quadro teorico psicosintetico, propone una concezione ampia e multidimensionale della volontà, che non si limita alla capacità di esercitare uno sforzo, controllare gli impulsi o perseverare nel raggiungimento di un obiettivo, ma comprende un insieme articolato di capacità attraverso le quali la persona può esercitare un ruolo attivo e consapevole nella propria vita.

In questa prospettiva, la volontà rappresenta una funzione fondamentale dell’autodeterminazione, dell’autoregolazione e dello sviluppo personale, attraverso cui l’individuo può orientare il proprio comportamento, intervenire sul proprio funzionamento psicologico e contribuire attivamente alla trasformazione e all’integrazione della propria personalità.

Da questa definizione emergono alcuni elementi particolarmente significativi:

La volontà è una capacità psicologica consapevole e intenzionale. Il suo esercizio implica la possibilità di riconoscere le proprie motivazioni e di assumere un atteggiamento attivo nei loro confronti. Nella prospettiva psicosintetica, la volontà è strettamente connessa all’autocoscienza, con la quale costituisce un aspetto fondamentale dell’Io personale. La consapevolezza permette di riconoscere ciò che si desidera, si prova o si ritiene importante; la volontà consente di assumere una posizione rispetto a tali contenuti e di orientare intenzionalmente le proprie scelte e azioni.

La volontà opera sulle spinte motivazionali senza coincidere con esse. Bisogni, desideri, emozioni, interessi, valori e talenti costituiscono alcune delle forze e delle risorse che possono alimentare e orientare il comportamento umano. La volontà non rappresenta semplicemente una motivazione tra le altre, ma la capacità di riconoscere, valutare, selezionare e regolare le diverse spinte motivazionali, decidendo quali esprimere, in quale misura e attraverso quali modalità. Essa permette quindi di sviluppare un rapporto più consapevole e libero con le proprie motivazioni, anziché esserne guidati esclusivamente in modo automatico.

La volontà è capacità di scelta, direzione e autodeterminazione. Un elemento centrale della definizione è la possibilità di individuare scopi riconosciuti come significativi e orientare verso di essi le proprie intenzioni e azioni. La volontà permette alla persona di scegliere tra possibilità differenti, assumere decisioni e contribuire attivamente a determinare la direzione della propria vita. L’autodeterminazione non implica l’assenza di condizionamenti interni o esterni, ma la possibilità di riconoscerli e sviluppare progressivamente maggiori margini di libertà e responsabilità personale.

La volontà è capacità di tradurre le intenzioni in azioni e di regolarne il perseguimento. La volontà non si esaurisce nella scelta di uno scopo o nella formulazione di un’intenzione, ma comprende la possibilità di trasformare le decisioni in comportamenti concreti. Essa permette di avviare l’azione, sostenere l’impegno nel tempo, affrontare difficoltà e ostacoli e mantenere una direzione. Al tempo stesso, il suo esercizio non coincide necessariamente con la perseveranza a ogni costo: comprende anche la capacità di modificare strategie, rivedere decisioni e riorientare le proprie azioni quando le circostanze o una maggiore consapevolezza lo richiedono.

La volontà è una capacità regolativa, non semplicemente una forza di controllo. Regolare significa poter modulare l’espressione delle proprie spinte e dei propri comportamenti in relazione agli scopi scelti e alle condizioni della realtà. La volontà può quindi esprimersi attraverso il controllo degli impulsi e l’inibizione di risposte immediate, ma anche attraverso la capacità di favorire, sostenere o modificare determinate modalità di azione. In questa prospettiva, la regolazione volontaria non deve essere identificata con la repressione o con un controllo rigido, ma con una direzione consapevole, flessibile e appropriata delle proprie risorse psicologiche.

La volontà è una capacità dinamica, creativa e trasformativa. Attraverso il suo esercizio, la persona non si limita a gestire il proprio comportamento, ma può intervenire attivamente sulla propria esperienza e sulle condizioni della propria vita. La volontà rende possibile modificare abitudini e schemi consolidati, sviluppare nuove modalità di risposta, affrontare situazioni in modo creativo e dare espressione alle proprie potenzialità. Essa rappresenta quindi una risorsa fondamentale nei processi di cambiamento e sviluppo personale.

La volontà può esercitarsi anche sulla vita psichica interiore. La sua azione non riguarda soltanto i comportamenti osservabili e il rapporto con il mondo esterno, ma può rivolgersi ai processi psicologici della persona. Attraverso la volontà è possibile dirigere l’attenzione, orientare il pensiero, utilizzare intenzionalmente l’immaginazione e regolare il proprio rapporto con le emozioni. In questo senso, la volontà può contribuire alla direzione e al coordinamento delle altre funzioni psichiche, rendendo possibile un’azione interiore consapevole.

La volontà possiede una funzione integrativa e armonizzatrice. Nella prospettiva psicosintetica, questo aspetto assume un’importanza particolare. La personalità è caratterizzata dalla presenza di molteplici bisogni, desideri, emozioni, valori e tendenze, che possono talvolta entrare in contrasto tra loro. La volontà può contribuire a riconoscere queste diverse componenti, regolarne l’espressione e favorirne il coordinamento e l’integrazione. Il suo esercizio non consiste necessariamente nell’imporre il predominio di una componente sulle altre, ma nel promuovere un’organizzazione più consapevole, coerente e armonica della vita psichica.

Nel loro insieme, questi aspetti delineano una concezione della volontà che va oltre la tradizionale identificazione con la forza di carattere, lo sforzo o la perseveranza. La volontà emerge come una capacità psicologica di direzione, regolazione, autodeterminazione e trasformazione, attraverso la quale la persona può esercitare un ruolo attivo sia nella costruzione della propria vita sia nell’organizzazione e nell’integrazione della propria personalità.

Un elemento particolarmente significativo di questa concezione è che l’azione volontaria può rivolgersi tanto verso il mondo esterno, attraverso le scelte e i comportamenti, quanto verso il mondo interno, attraverso la regolazione dei processi psicologici e l’armonizzazione delle diverse componenti della personalità. Questa duplice direzione merita di essere approfondita per comprendere pienamente l’ampiezza della funzione volontaria nella prospettiva psicosintetica.

La duplice direzione dell’azione volontaria: verso il mondo esterno e verso la vita interiore

Le diverse dimensioni operative della volontà possono essere ricondotte a due grandi ambiti di espressione, tra loro strettamente interconnessi: l’azione rivolta verso il mondo esterno e l’azione rivolta verso il mondo interno. Questa distinzione permette di evidenziare come la volontà non rappresenti soltanto la capacità di dirigere il proprio comportamento e intervenire sulla realtà, ma anche quella di esercitare un’azione consapevole sulla propria attività psicologica, orientandone i processi e favorendo l’integrazione della personalità.

Nella sua direzione esterna, la volontà consente alla persona di tradurre motivazioni, intenzioni e decisioni in comportamenti concreti, orientando la propria azione verso scopi consapevolmente scelti. Essa permette di assumere decisioni, organizzare le proprie risorse, affrontare ostacoli, sostenere l’impegno nel tempo e modificare il proprio comportamento in relazione alle circostanze e agli obiettivi perseguiti.
In questa dimensione, la volontà costituisce una capacità fondamentale di autodeterminazione e di intervento attivo sulla realtà. Attraverso di essa, la persona non si limita a reagire agli stimoli ambientali o a seguire le proprie spinte immediate, ma può scegliere come agire, quali direzioni perseguire e quali cambiamenti realizzare nella propria vita e nel proprio rapporto con il mondo.

Nella sua direzione interna, la volontà si manifesta invece come capacità di esercitare un’azione intenzionale sulla propria attività psicologica. La persona può dirigere e modulare l’attenzione, orientare il pensiero, utilizzare consapevolmente l’immaginazione, regolare il proprio rapporto con le emozioni e intervenire sulle modalità abituali con cui interpreta, elabora e affronta le esperienze.
La volontà può contribuire anche a dirigere e coordinare le diverse funzioni psichiche,  rendendo possibile un lavoro interiore intenzionale attraverso il quale la persona può influenzare il proprio funzionamento psicologico e sviluppare nuove modalità di risposta.

Questa azione interna non deve essere intesa come un controllo diretto e assoluto sui propri contenuti psichici. Non sempre è possibile scegliere ciò che si prova, i pensieri che emergono spontaneamente o gli impulsi che si manifestano. La volontà può tuttavia intervenire sul modo in cui la persona si rapporta a tali esperienze, sull’attenzione che vi dedica, sul significato che attribuisce loro e sulle modalità con cui sceglie di esprimerle, regolarle o trasformarle.

La direzione interna della volontà assume inoltre una particolare rilevanza nei processi di integrazione della personalità. La vita psichica è caratterizzata dalla presenza di molteplici bisogni, desideri, emozioni, valori, tendenze e aspetti della personalità, che possono talvolta risultare divergenti o conflittuali. Attraverso la volontà, la persona può riconoscere queste diverse componenti, sviluppare un rapporto più consapevole con esse e favorirne il coordinamento e l’armonizzazione.
In questa prospettiva, l’esercizio della volontà non coincide necessariamente con la repressione delle spinte interiori o con l’imposizione di una parte della personalità sulle altre, ma può favorire un processo di riconoscimento, regolazione e integrazione delle diverse componenti psichiche, orientandole verso una maggiore coerenza e armonia.

Le due direzioni dell’azione volontaria non rappresentano ambiti separati, ma dimensioni complementari che si influenzano reciprocamente. La capacità di agire consapevolmente nel mondo è strettamente connessa alla possibilità di riconoscere e regolare i propri processi interiori; allo stesso tempo, le scelte e le azioni compiute nella realtà esterna possono contribuire a modificare atteggiamenti, abitudini, rappresentazioni di sé e modalità di funzionamento psicologico.

La volontà può quindi essere considerata una capacità di direzione, regolazione e trasformazione che opera tanto sul piano dell’azione esterna quanto su quello dell’attività interiore. Attraverso di essa, la persona può partecipare attivamente non soltanto alla costruzione della propria vita e del proprio rapporto con il mondo, ma anche all’organizzazione, alla trasformazione e all’integrazione della propria personalità.

Questa duplice direzione dell’azione volontaria assume un particolare significato nella prospettiva della Psicosintesi, nella quale lo sviluppo della volontà è strettamente connesso alla possibilità di esercitare una direzione consapevole della propria vita psichica e di promuovere un processo di progressiva integrazione della personalità.

 

I quattro aspetti della volontà secondo Assagioli: la volontà forte, saggia, buona, transpersonale

Nella concezione di Roberto Assagioli, la volontà si esprime attraverso quattro aspetti fondamentali: volontà forte, volontà sapiente (o saggia), volontà buona e volontà transpersonale.

È importante precisare che questi quattro aspetti non rappresentano quattro volontà separate, ma differenti qualità ed espressioni di un’unica funzione psicologica.

1. Volontà forte — La capacità di mobilitare e sostenere l’azione

La volontà forte è la capacità di mobilitare e utilizzare intenzionalmente le proprie energie psicofisiche per avviare, sostenere e portare avanti azioni orientate a uno scopo, affrontando ostacoli, difficoltà e resistenze interne o esterne. Si esprime attraverso la determinazione, l’intensità dell’impegno, la capacità di esercitare uno sforzo e la perseveranza nel perseguimento degli obiettivi.

2. Volontà sapiente — La capacità di agire in modo efficace e strategico

La volontà sapiente è la capacità di individuare e utilizzare consapevolmente le strategie, le risorse e le modalità di azione più efficaci per raggiungere gli scopi desiderati, ottimizzando l’impiego delle proprie energie e riducendo gli sforzi non necessari. Si fonda sulla conoscenza di sé, delle proprie risorse e dei propri limiti, sulla comprensione dei principi del funzionamento psicologico e sulla capacità di prevedere le conseguenze delle proprie azioni, utilizzando e coordinando in modo intelligente le diverse funzioni e risorse psichiche.

3. Volontà buona — La capacità di orientare l’azione verso il bene

La volontà buona è la capacità di scegliere e perseguire consapevolmente scopi e modalità di azione orientati al bene proprio e altrui, tenendo conto dei valori etici, delle esigenze personali e delle conseguenze delle proprie scelte sulle altre persone. Si esprime attraverso la capacità di armonizzare i propri bisogni e interessi con quelli degli altri, orientando l’esercizio della volontà secondo principi di responsabilità, rispetto, empatia e cooperazione, al fine di promuovere il benessere individuale e relazionale.

4. Volontà transpersonale — La capacità di orientarsi verso valori e finalità che trascendono l’Io personale

La volontà transpersonale è la capacità di riconoscere, accogliere e dare espressione nella propria vita a motivazioni, valori e aspirazioni che trascendono gli interessi e i bisogni dell’Io personale, orientando le proprie scelte e azioni verso finalità di significato spirituale.

In sintesi

Aspetto Domanda fondamentale
Volontà forte Ho la forza e la determinazione per agire?
Volontà sapiente Come posso agire nel modo più efficace?
Volontà buona Verso quali fini buoni per me e gli altri è giusto orientare la mia azione?
Volontà transpersonale Come posso orientare la mia volontà in sintonia con la mia dimensione spirituale?

I quattro aspetti della volontà descritti da Assagioli non rappresentano funzioni separate, ma dimensioni complementari e interdipendenti di un’unica capacità psicologica, il cui sviluppo armonico contribuisce a un esercizio più completo e consapevole della volontà. La volontà forte fornisce l’energia e la determinazione necessarie per agire; la volontà sapiente permette di utilizzare tali energie in modo intelligente ed efficace; la volontà buona orienta le scelte e le azioni verso finalità eticamente valide, tenendo conto del benessere proprio e altrui; la volontà transpersonale apre infine alla possibilità di riconoscere e realizzare valori, significati e finalità che trascendono gli interessi dell’Io personale, in relazione con il Sé transpersonale.

In questa prospettiva, lo sviluppo della volontà non consiste semplicemente nell’accrescere la capacità di esercitare uno sforzo o di raggiungere gli obiettivi desiderati, ma nel coltivare una capacità di azione che sia al tempo stesso forte, efficace, eticamente orientata e aperta alla dimensione transpersonale dell’esistenza. La piena espressione della volontà richiede quindi non soltanto il potenziamento dei suoi singoli aspetti, ma anche la loro progressiva integrazione, affinché la persona possa esercitare la propria capacità di autodeterminazione in modo sempre più consapevole, equilibrato e coerente con il proprio sviluppo personale e transpersonale.

Allenare la volontà nei percorsi di crescita e di psicoterapi

In questa prospettiva, un ruolo fondamentale è svolto dall’allenamento della volontà, che nella Psicosintesi rappresenta una componente essenziale del percorso di crescita e trasformazione personale. Attraverso specifiche pratiche ed esercizi, sviluppati da Assagioli e successivamente approfonditi e arricchiti da altri psicosintetisti, è possibile coltivare e potenziare consapevolmente la volontà nei suoi diversi aspetti. Nei percorsi di crescita personale e di psicoterapia, questo allenamento mira a sviluppare non soltanto la capacità di scegliere, agire e perseguire i propri obiettivi, ma anche quella di dirigere e regolare i processi interiori, armonizzare le diverse componenti della personalità e orientare la propria vita verso valori e finalità significative. L’educazione e lo sviluppo della volontà costituiscono così uno degli strumenti centrali della pratica psicosintetica, a sostegno dell’autodeterminazione, dell’integrazione della personalità e della realizzazione delle potenzialità individuali e transpersonali.

Riferimenti bibliografici essenziali

1. Assagioli, R. (1977). L’atto di volontà. Roma: Astrolabio-Ubaldini. Opera originale pubblicata nel 1973 come The Act of Will.

2. Deci, E. L., & Ryan, R. M. (2000). The “what” and “why” of goal pursuits: Human needs and the self-determination of behavior. Psychological Inquiry, 11(4), 227–268. DOI.

3. Gollwitzer, P. M. (1999). Implementation intentions: Strong effects of simple plans. American Psychologist, 54(7), 493–503. DOI.

4. Bonacchi, A., Marunic, G., Tagliaferro, C., Boschi, R., Lau, C., & Chiesi, F. (2024). Measuring strong, skillful, good and transpersonal will: The development of the Multidimensional Will Scale. PLOS ONE, 19(7), e0305477. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0305477

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