IL TEATRO INTERIORE: attiva il tuo Regista Interiore e osserva le tue subpersonalità

Pratica per coltivare benessere e armonia

Questo esercizio utilizza il linguaggio simbolico e spaziale per rendere visibile la dinamica tra il Regista Interiore e le subpersonalità. Attraverso la costruzione di un piccolo teatro, diventa possibile osservare come le diverse parti di noi occupano la scena della nostra vita e sperimentare nuove configurazioni più armoniose. L’obiettivo dell’esercizio è quindi prendere consapevolezza di quali subpersonalità sono maggiormente in primo piano, quali restano sullo sfondo e come sarebbe per noi una distribuzione più equilibrata e funzionale delle parti interiori.

Prima di iniziare questo esercizio procurati: un cartoncino bristol bianco (per il palcoscenico), un cartoncino bristol nero (per le quinte), delle forbici, una spillatrice, dei post-it di dimensioni uguali, una matita gialla (oppure un pastello o pennarello giallo), uno smartphone o una macchina fotografica.
Trova un posto tranquillo della casa dove potrai disporre di una superficie piana (tavolo o pavimento).

Preparazione del teatro: posiziona il cartoncino bianco davanti a te; esso rappresenta il palcoscenico della tua vita interiore. Ritaglia il cartoncino nero in modo da creare delle quinte che sovrapporrai, sul retro e suoi lati, al palcoscenico per formare delle quinte ovvero lo spazio delle parti meno visibili o momentaneamente ritirate
Al centro del palcoscenico disegna con il colore giallo un cerchio: rappresenta la luce del riflettore, cioè lo spazio dell’espressione principale; qui si collocheranno le subpersonalità che in questo momento maggiormente guidano le tue azioni e le tue scelte.

La scena attuale: prenditi qualche minuto per ascoltarti interiormente e individuare le subpersonalità più presenti nella tua vita in questo periodo (ad esempio: il Perfezionista, il Protettore, il Bambino Vulnerabile, il Ribelle, il Compiacente, il Creativo…).
Scrivi il nome di ogni subpersonalità su un post-it.
Disponi i post-it sul palco o dietro le quinte in base a come percepisci attualmente il loro ruolo: più vicino al riflettore se una parte è molto espressa e influente; più lontano se è presente ma non centrale; dietro le quinte se è poco visibile o trattenuta.
Non cercare una disposizione “giusta”: lascia che emerga ciò che senti.
Osserva la scena nel suo insieme. Nota eventuali squilibri, affollamenti, parti isolate o completamente escluse.
Scatta una foto: questa immagine rappresenta la situazione attuale del tuo teatro interiore.

La scena desiderata verso cui tendere: ora immagina che il regista interiore possa intervenire con ascolto e intenzionalità.
Chiediti: Quali parti vorrei che avessero più spazio? Quali potrebbero fare un passo indietro? Che tipo di equilibrio tra le mie parti mi aiuterebbe a vivere meglio questo momento della mia vita?
Sposta i post-it per creare la scena alla quale vorresti arrivare. Alcune subpersonalità possono avvicinarsi al riflettore. Altre possono arretrare verso le quinte o ritirarsi dietro il sipario.
Puoi anche sperimentare nuove disposizioni, osservando come cambia la percezione interna.
Quando senti che la disposizione rispecchia una regia più armoniosa, fermati e scatta una seconda foto.

Integrazione: confronta le due immagini e prenditi qualche minuto per riflettere o scrivere.
Cosa noto di diverso tra la scena attuale e quella desiderata? Quale subpersonalità ho bisogno di ascoltare di più in questo periodo? Quale parte potrei ringraziare per il suo servizio e invitare gentilmente a fare un passo indietro? Qual è un piccolo gesto concreto che posso fare nella vita quotidiana per sostenere questa nuova regia?

Ricorda che questo teatro non è fisso. La regia cambia nel tempo, così come cambiano le esigenze della vita. Tornare periodicamente a questo esercizio significa prendersi cura di sé, rinnovando il dialogo tra le parti e mantenendo viva la presenza del regista interiore.

Andrea Bonacchi, Febbraio 2026

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